Domenica sera Giovanni Allevi ha suonato ad Alessandria e non potevo farmi sfuggire l'occasione. Per cui, dopo una sagra veloce, di corsa in cittadella. Spettacolare. Non sono capace di descrivere a parole le emozioni che ho provato e perciò non ci provo nemmeno. Per capire Allevi bisogna sentirlo, meglio se dal vivo perchè così puoi anche guardarlo. Puoi anche non capirci niente di musica classica tanto lui ti trasmette sempre qualcosa.
Ieri ho comprato il mio secondo spartito di Allevi, che non vedo l'ora di suonare, e già che c'ero mi sono preso anche il libro. Alla sera era già finito. Mi ha preso talmente tanto che non sono riuscito a staccarmi da quelle pagine e ho tirato dritto fino alla fine.
Una volta l'ho incontrato in metropolitana a Milano. Eravamo uno di fronte all'altro. Io lo guardavo negli occhi e nella mia mente risuonavano le sue melodie. "Lo saluto? Non lo saluto?" Lui mi guardava negli occhi e sembrava dire: "Speriamo che non mi riconosca" Fatto sta che le fermate passavano e io non ho avuto la forza di aprire bocca. Poi lui è sceso, mi sono ripreso e mi sono anche reso conto che sarei dovuto scendere 3 fermate prima. Vabbè, per Allevi questo ed altro.
Ma la prossima volta che lo incontro minimo mi faccio fare l'autografo anche se a me del suo autografo interessa poco perchè mi basta la sua musica.
Grazie Maestro.
mercoledì 30 luglio 2008
martedì 29 luglio 2008
Il ritorno!
Uah uah! Finalmente ho finito gli easmi e posso godermi la libertà tanto desiderata! Vabbè sto lavorando alla tesi ma è tutta un'altra cosa. Ah quante cose vorrei raccontare ma sono troppe e preso dalla frenesia finirei per fare solo del casino. Quindi un po' alla volta riprenderò l'attività di blogger! E intanto si avvicinano le vacanze...
venerdì 6 giugno 2008
Ricordi...
A come armatura
B come bravura
C come canaglia che con me viene in questura
D come diamante
E come elefante
F quel furfante che domani arresterò
Con G c'è tanta gente
con H non c'è niente
Immediatamente alla elle passerò
L è l'animale
M meno male
N è Natale e tanti doni avrò
Con O abbiamo l'orco
P come Pinocchio
Q questo marmocchio che domani mangerò
R come Roma
S come strade
T tutte le strade che a Roma porteran
Uh che bella storia
V vi ho raccontato
Z ho tanto sonno e a letto me ne andrò
sotto le coperte tutte le parole
fanno capriole e una fiaba sognerò...
B come bravura
C come canaglia che con me viene in questura
D come diamante
E come elefante
F quel furfante che domani arresterò
Con G c'è tanta gente
con H non c'è niente
Immediatamente alla elle passerò
L è l'animale
M meno male
N è Natale e tanti doni avrò
Con O abbiamo l'orco
P come Pinocchio
Q questo marmocchio che domani mangerò
R come Roma
S come strade
T tutte le strade che a Roma porteran
Uh che bella storia
V vi ho raccontato
Z ho tanto sonno e a letto me ne andrò
sotto le coperte tutte le parole
fanno capriole e una fiaba sognerò...
mercoledì 14 maggio 2008
Pausa!
Cari amici blogger e visitatori tutti, con la presente vi avviso che, per cause di forza maggiore, ho dovuto mettere in stand-by la porzione del mio cervello dedicata al blog.
A causa di alcune circostanze, vedi esami, tesi e tentativo di laurearmi il più in fretta possibile, devo concentrare tutte le mie risorse in altre zone cerebrali, che sono poche e piccole ma mangiano tanto.
Nonostante ciò cercherò di offrirvi piccoli e sintetici spunti di riflessione che spero possano stimolare le vostre menti e farci conoscere meglio. Lo faccio soprattutto per chi mi viene a trovare e per Silvia in particolare. Sarebbe una punizione troppo crudele precluderle il suo amore per la scrittura.
Al contempo, nei limiti del possibile passerò a trovarvi per leggere i vostri blog e tenterò anche di lasciare un segno della mia presenza.
Continuate quindi a passare da queste parti e partecipate numerosi.
Nella speranza di potervi dare al più presto buone nuove e essere presente con maggior intensità, auguro a tutti voi buona vita.
martedì 22 aprile 2008
Hu Qianci. La più giovane prigioniera politica della Cina.
5 mesi, occhi a mandorla e guance paffute. Passa le sue giornate con la mamma Zeng Jinyan, 24 anni, agli arresti domiciliari nel suo appartamento. In un palazzo a nord di Pechino. In un quartiere dal nome che sembra volersi prendere beffa di questa famiglia. "La città della libertà". Il papà? Il papà non lo vede più dal 27/12/2007 quando per la seconda volta è finito nelle mani della sicurezza. L'accusa? Insurrezionalismo. Non serve molto per essere accusati di insurrezionalismo in Cina. Hu Jia, questo è il nome del padre della piccola Qianci, "ha difeso i malati di AIDS e denunciato i disastri ambientali provocati dal cannibalismo industriale" comespiega F. Cavalera in un suo articolo su Corriere della Sera Magazine. Per questo è finito in carcere già nel 2006. Per mesi la moglie non seppe più nulla di lui. Torturato fisicamente e psicologicamente. Fino a quando , sul pianerottolo di casa, non apparve uno "scheletro". Era lui, tornato nella citta della libertà. Così anche stavolta, anzi peggio. Perchè stavolta è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere. E sua moglie non può più uscire di casa. Le basta spostare leggermente la tenda per vedere sotto casa quattro uomini in divisa 24 ore su 24. Ghignano, irrispettosi e strafottenti, perchè loro hanno il potere. Una volta al giorno salgono al terzo piano e busssano alla porta della famiglia Hu. "Stai allattando? Ma lo sai che se non collabori te lo scordi di allattare la tua bimba?". Jinyan chiude la porta e va al pc. Ha deciso di scrivere un blog ma non sa che chi cerca di accedervi non trova niente altro che una pagina nera. Nera come il buio della stanza dove la piccola Qianci fa la nanna.
lunedì 21 aprile 2008
Perchè piange il cielo.
Oggi piove e alla fermata del bus c'è un bimbo con il suo ombrellino e lo zainetto in spalla. Ed è tranquillo perchè stringe forte la mano del suo papà, pronto a difenderlo da qualsiasi pericolo.
"Papà, perchè piange?"
"Chi piange amore mio."
"Il cielo. Non vedi che piange? Perchè piange?"
"Ma no amore del papà. Il cielo non piange, sta solo piovendo!"
"Papà, perchè piange?"
"Chi piange amore mio."
"Il cielo. Non vedi che piange? Perchè piange?"
"Ma no amore del papà. Il cielo non piange, sta solo piovendo!"
Questa risposta non è piaciuta al bimbo, lo si capisce dal suo sguardo.
Piange il cielo
e non può fare altro
guardando dall'alto
questo triste mondo.
Piange il cielo
per i bimbi maltrattati
e per quelli mai nati,
per gli uomini sfruttati
e per i troppi colpi sparati.
Piange il cielo
per l'Irak, il Darfour e
per tanti altri posti
dove in mano ai bambini
si mettono i fucili.
Piange il cielo
per i tanti bimbi
costretti a lavorare
nelle fabbriche e
per le strade.
Piange il cielo
per tutti quei bimbi
che non hanno più lacrime
perchè le hanno già
tutte versate.
E allora piangi cielo
piangi più forte che puoi.
E piangi anche per me
nella speranza che
qualcuno si accorga
delle tue lacrime
e cambi.
Cambi se stesso
prima di tutto
e di conseguenza
cambi il mondo
cosicchè nel mio futuro
ci sia uin mondo migliore.
E dopo aver pensato tutto questo, il bimbo si è voltato verso suo papà con uno sguardo triste, quasi a dirgli:
"Ecco perchè piange!"
giovedì 17 aprile 2008
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